Due Notizie (Original)

due_notizie_dio

“Due Notizie”: la prima BallAtea

Dal momento che il progetto BallAtee è nato con la censura degli Ateobus genovesi, la prima BallAtea non poteva che essere dedicata allo slogan originale di Genova: “La cattiva notizia è che Dio non esiste, quella buona è che non hai bisogno

Uno slogan che nella sua seconda parte – come osserva l’Uaar – “vuole evidenziare la praticabilità di un’etica senza dogmi, in un Paese dove da ogni parte si avverte la pervasività della presenza cattolica.”

Proprio per spostare l’attenzione dalla prima alla seconda parte dello slogan abbiamo pensato di realizzare la prima Ballatea, denominata “Due Notizie” in due versioni.
Nella prima versione è Dio che non esiste, nella seconda è Zeus.
Comune ad entrambe le versioni è che il fatto che “non ne hai bisogno”.

Lavoro doppio quindi per Luca che si è assunto il compito di scrivere le strofe individuando e delineando con un testo musicale gli otto soggetti (quattro per ogni versione) destinatari della cattiva e della buona notizia.
E’ lo stesso Luca a spiegarci, qui di seguito, il criterio che ha usato per realizzare le due versioni.

Come nasce il testo di Due Notizie (Original)

Ma chi sono Vikram, Samìa, John e Maria, i personaggi protagonisti delle strofe di Due Notizie?

Vikram, protagonista della prima strofa, è un pària indiano, ultimo tra gli ultimi dacchè nato, come recita la teologia indù, dalla polvere calpestata dai piedi di dio; eppure, i pària sono la maggioranza della popolazione indiana, e su di questa l’India contemporanea sta costruendo la propria ricchezza di nuova superpotenza, accumulando denaro e potere a solo vantaggio delle “caste” superiori ovvero dei poteri dominanti. Ovunque e in ogni tempo il “dio” creatore universale è stato imposto come padre di tutti gli uomini, dunque simbolo supremo di uguaglianza e pari dignità vitale, eppure la contraddizione è palese: una società nella quale solamente sfiorare un pària significa sporcarsi e obbliga a purificarsi quanto prima, e tuttavia che su tali “intoccabili” costruisce la propria ricchezza… E’ questa dunque la società che vuole dio?

La seconda strofa ha per protagonista Samìa, donna africana figlia di una terra nella quale povertà e oppressione (sovente imposte) la fanno da padrone. Qui giunge la religione con il suo aiuto “missionario”, la sua misericordia, un vitale tozzo di pane elargito e una croce ben in vista, ostentata: la compassione funzionale, che non mira in realtà all’affrancamento dalla povertà di Samìa e della sua gente ma alla dipendenza da quell’aiuto, dunque alla forzata accondiscendenza alla fonte di esso (io ti do’ il pane, io rappresento dio, dio ti da’ il pane, quindi sii grata a dio!…). Ma nel frattempo la religione, da un lato e all’apparenza così “buona” e “misericordiosa”, non tralascia mai la propria peculiarità di fomentare e accrescere odio e contrapposizione, dunque di essere motivo basilare per continue nuove guerre (Rwanda, per citare un esempio tra i tanti) che la condizione di estrema povertà di Samìa non faranno altro che mantenere e incancrenire…

John, protagonista della terza strofa, è un “bersaglio” fin troppo facile da colpire – per (de)meriti suoi, ovviamente! – ma il suo essere esempio classico dell’ideologia (?) socio-politica teocon non è certamente parte della sola realtà contemporanea americana, ahinoi italiani!… Il florilegio di benedizioni, unzioni divine, neocrociatismo e rozzo manicheismo è quanto di più ottuso e aberrante l’influenza religiosa sulla realtà civile abbia provocato negli ultimi tempi, assurgendo la menzogna e l’ipocrisia a valori fondanti di tante decisioni politiche (come dimenticare un Bush che proclama di invadere l’Iraq perché “richiesto da dio”?…) e dimostrando come il non-sense ideologico religioso applicato alla realtà quotidiana, in passato come oggi, non abbia fatto altro che sviluppare la parte peggiore della società umana – integralismo, attivismo reazionario, aggressività civile e politica, deterioramento e sfaldamento sociale – frenando, quando non bloccando, il suo naturale sviluppo e la logica evoluzione…

Maria infine, nella quarta strofa, nome comune a tante donne italiane e quindi simbolo “tipico” di quella metà della società che ancora stenta a comprendere come sia stata totalmente e drammaticamente soggiogata dal maschilismo misogino del potere religioso dominante… Il clero è prodigo di belle parole sulle donne, sulla loro importanza, sul loro valore sociale – ma quanto sono sincere tali parole pronunciate da un’ideologia che ha sancito l’inferiorità e la sottomissione della donna direttamente nei propri testi sacri – “sacri”, dunque immutabili e indiscutibili? Dalla traditrice Eva alla moglie/madre di oggi il cui unico valore deve essere sempre funzionale al potere maschile, passando per le invettive di san Paolo, le streghe medievali bruciate oppure il testo della Congregazione per la dottrina della fede firmato nel 2004 dall’attuale papa, esempio lampante di misoginia e di ignoranza (non conoscenza, incompetenza) della questione, sarebbe finalmente ora che la donna chiedesse conto di tutto ciò alla chiesa e al suo dio, ovvero, più semplicemente, che capisse come non potrebbe/dovrebbe esistere un dio talmente iniquo e perversamente “maschio”…

Sicuramente ora comprenderete ancora meglio chi e cosa siano i protagonisti di Due Notizie: quattro personaggi, due uomini e due donne, quattro situazione diverse eppure emblematicamente simili a quanto ogni società che abbia in sé la presenza del potere religioso debba affrontare ancora oggi, incredibilmente, nel XXI° secolo… Ovunque, per il mondo, c’è un Vikram, una Samìa, un John e una Maria che, consapevolmente o meno, vedono la propria vita distorta e sovente danneggiata dall’uso irrazionale ed esecrabile dei dettami religiosi: per le loro situazioni, e le innumerevoli affini, una buona soluzione può certamente essere ciò che il ritornello di Due Notizie proclama, e vuole comunicare con la forza che la musica possiede di entrare in testa con facilità e conseguente, possente capacità di comprensione, e rivelazione – questa volta senza dio, senza dogmi e imposizioni, a tutto beneficio della effettiva realtà…

> Per scaricare la base musicale del brano, senza il cantato, clicca QUI.

> Vai a Due Notizie (Zeus Version)

2 risposte a Due Notizie (Original)

  1. MarcusPrometheus scrive:

    Nella guerra civile o genocidio interetnico degli Hutu a danno dei Tutsi del Ruanda la chiesa direttamente non c’entra per niente al contrario di quanto sembra implicare il vostro testo.
    La Chiesa cattolica non ha spinto gli Hutu contro i Tutsi.
    Ma a parte le implicazioni di tanti, magari troppi singoli religiosi Hutu (con responsabilita’ individuali) invece l’implicazione della religione per motivi indiretti c’e’ ed e’ piena e grave. E’ la politica natalista ad oltranza che ha portato alla sovrappopolazione di quella terra e che e’ stato il motivo principale di trasformazione di una rivalita’ etnica in una occasione utile di sfoltimento.
    Grave e’ anche che tutto questo venga praticamente ignorato da quasi tutti.
    L’unico che ne ha parlato mi pare che sia il grandissimo Jared Diamond autore di “Armi Acciaio e Malattie” nel suo libro “COLLASSO”.
    Con l’ignoranza delle vere cause di quella tragedia si continua a lasciare spazio alla propaganda religiosa natalista ovvero a lasciar fomentare la sovrappopolazione a livelli assurdi in attesa di nuovi scoppi genocidi, che riequilibrino per un po’ terra e domanda di terra per produzione agricola alimentare, ossia popolazione e risorse.

    • rota scrive:

      Egr.MarcusPrometheus,
      innanzitutto grazie per aver lasciato il tuo interessante commento.
      Personalmente, concordo con te: se ho citato come esempio tra i tanti il Rwanda come vicenda storica recente nella quale vi si possa trovare la religione come elemento destabilizzante (direttamente o meno) e (con)causa di eventi tragici, non intendevo certo implicare quanto tu hai pensato di rilevare dal testo. So bene che la chiesa cattolica non agisce mai in prima persona e direttamente in simili eventi, e che non vi fossero preti cattolici ad aizzare gli Hutu contro i Tutsi – ma ribadisco, e come anche tu noti bene, ritengo il Rwanda un buon esempio di come la presenza rilevante della religione (che sia poi quella cattolica o meno) sia facilmente un motivo di destabilizzazione sociale (e socio-politica) grave anche perchè in qualche modo “incontrollabile”. La politica natalista ad oltranza della chiesa, portata avanti “in nome di dio” e dunque, appunto, imposta e resa “indiscutibile”, non potrà che casuare ulteriori danni ove sia applicata (e l’Africa la conosce meglio di qualsiasi altro continente…), in forza della sua assoluta carica illiberale e antidemocratica, nonché proprio per il fatto che la chiesa la presenta invece come l’esatto opposto: una vera e propria “devianza antropologica” che, lo ribadisco nuovamente, porta inevitabilmente ad una pari devianza sociale, quindi a preparare il più fertile terreno per scontri e guerre sanguinarie.
      In ogni caso – non si può non tenerne conto e non ricordarsene vividamente – che preti cattolici in Rwanda ne abbiano fatto di cotte e di crude, e che il Vaticano abbia tentato in ogni modo di nascondere le relative vicende e “salvarne” i responsabili, è un dato di fatto, e un segno di come la chiesa romana non abbia fatto sostanzialmente nulla per evitare il massacro, pur avendone sufficiente potere (o meglio, influenza popolare): evidenza della quale bisognerebbe chiedersi il perchè…
      Ti ringrazio molto anche per la segnalazione letteraria di Jared Diamond: non mancherò di conoscere più approfonditamente il suo testo.
      Grazie ancora!
      Luca

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.